Alimentazione

Pesce fresco: 5 consigli per riconoscerlo

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Come riconoscere il pesce fresco? Ci sono alcune regole da seguire in fase di acquisto, in modo tale da non rimanere delusi e soprattutto da non sprecare i nostri soldi. Ma non solo, perché acquistare del pesce scadente può essere […]

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Come riconoscere il pesce fresco? Ci sono alcune regole da seguire in fase di acquisto, in modo tale da non rimanere delusi e soprattutto da non sprecare i nostri soldi. Ma non solo, perché acquistare del pesce scadente può essere anche un rischio per la salute. Per capire se ci troviamo davanti a del pesce fresco di giornata, come quello proposto da Pregis, andiamo alla scoperta di alcune caratteristiche essenziali che facilitano la scelta e che prevengono qualsiasi pericolo.

Come riconoscere il pesce fresco?

Dobbiamo dire che c’è un modo infallibile per capire se il pesce sia fresco o meno, e il segreto è proprio negli occhi. Non nei loro, o per meglio dire, anche negli occhi dei pesci, ma soprattutto nei nostri. Dobbiamo osservare il pesce, e non solo rimanere colpiti da un’offerta o da una promozione: quando parliamo di cibo, dobbiamo pensare alla qualità e alla salute di chi lo mangerà.

Fare un piccolo esame al bancone del pesce è un ottimo modo, ma naturalmente dobbiamo capire cosa guardare (e, sì, anche annusare). Osserviamo in particolare cinque punti: odore, lucidità, occhio, colore e rigidità del corpo.

L’odore del pesce

La prima regola è che il pesce deve profumare di mare, di iodio. In effetti, è proprio il profumo del pesce che ci fa capire il suo livello di freschezza: non deve essere nauseante, ributtante, ma deve ricordarci proprio una giornata in spiaggia, in riva al mare. In particolare bisogna diffidare dagli odori di ammoniaca, che spesso viene sfruttata per un motivo poco onorevole: prevenire l’odore della putrefazione e vendere dunque un pesce poco fresco. Accade in particolare con i crostacei, i cui tempi di conservazione sono più brevi.

La lucidità del pesce

Quando il pesce è fresco, si vede e soprattutto si sente, non solo dall’odore, ma anche dal fatto che è avvolto da una sorta di film lucido. In poche parole, la sua pelle risulta cangiante alla luce. Quando invece il pesce è decongelato, non è più vivido, bensì opaco. Il tatto è anche un altro fattore essenziale per il riconoscimento del pesce fresco: è scivoloso? Probabilmente è stato pescato da poco.

Gli occhi del pesce

Durante l’analisi del pesce, non possiamo mai dimenticare di guardare proprio gli occhi: come dovrebbero essere? Mai spenti o incavati, bensì sempre limpidi. L’occhio deve risultare “vivo“, come se fosse gonfio, quasi a fuoriuscire dal bulbo oculare. Prestiamo anche particolare attenzione alla pupilla, che dovrebbe essere limpida, bianca: quando è grigia, il pesce è già vecchio.

La rigidità del corpo

Un’altra prova che dovremmo assolutamente fare in fase di acquisto è quella di controllare la rigidità del corpo, anche se questo criterio non può essere applicato alle seppie, ai polipi e ai calamari.

Il colore del pesce

Come dovrebbe essere il colore del pesce fresco? Il suo colore è assolutamente brillante, con tutte le sue colorazioni variegate, sfumature che possono oscillare dal verde al blu. Da verificare è anche il colore del sangue, che non deve mai essere marrone, bensì un rosso acceso.

I rischi del pesce scadente

Quando il pesce invecchia, inizia ad andare a male: il suo odore cambia, non ricorda più quello del mare, bensì della carne marcia. Il pesce fresco fa bene alla salute perché è ricchissimo di sali minerali, come il fosforo, il calcio e lo iodio. Ma se il prodotto è scadente, i rischi legati alla salute possono essere altissimi, in particolare quando si sta pensando di servirlo crudo.

Per questo motivo, è essenziale affidarsi a un fornitore alimentare che possa vendere del pesce fresco di giornata, di ottima qualità. Questo aspetto è importante sia per i privati che per i ristoratori.